Gatto: come ti cambia la vita

Gatto è sinonimo di indipendenza, intraprendenza e individualismo. Ma se ci offre la sua zampina siamo persi. Non potremo più fare a meno di lui…

Una cucciolata speciale

Nessuno dei miei familiari l’avrebbe mai detto. Non sono mai stata un’amante degli animali. Certo, i musi simpatici di mici o cagnolini mi hanno sempre strappato un sorriso, esattamente come si osserva un bel bimbo che dorme placido nel suo passeggino.

Ma quando ho cominciato a leggere La mia vita con i gatti (Einaudi), qualcosa è accaduto dentro di me. E, improvvisamente ho deciso che sì, potevamo farlo. Potevamo adottare due gattini. Ed è così che sono arrivati con noi Bubu e Mindy.

Ma che cosa è successo leggendo il libro? Il testo è scritto in modo fluido e piacevole, con una sintassi semplice, fin quasi elementare. Ma non è lo stile che mi ha colpito. Sebbene, ovviamente, la facilità di lettura mi abbia portato anche a condividere alcuni passaggi con la mia bambina Sofia, quello che mi ha colpito è stata proprio la descrizione dell’evoluzione interiore che ha vissuto la protagonista, dall’incontro con la gatta randagia e i suoi cuccioli intirizziti dal freddo.

Noriko e sua mamma non amano i gatti randagi e vorrebbero addirittura eliminarli dal loro quartiere. Ma questo evento inatteso cambia tutto. Cominciano ad occuparsi della gatta e dei suoi piccoli, prima con il cibo e poi con l’offerta di un riparo sicuro.

Da qui all’accoglienza in casa, il passo è breve. I cinque cuccioli diventano in pochi giorni, parte della famiglia, ciascuno con il suo carattere e il suo piglio. Piano piano i gattini diventano l’attrazione di tutta la famiglia e degli amici. E le due donne si inteneriscono. Merito dei gatti o di qualche misteriosa connessione di spirito fra le abitanti di quella casa e i felini in cerca di aiuto? Che cosa ci spinge a occuparci di altre creature e a sentirci così vicini a loro? Che cosa dice la psicologia in merito?

Un elisir che fa le fusa

Gli animali domestici non sono solo un simpatico e instagrammabile oggetto di compagnia. Le ricerche confermano che forniscono una fonte non umana di supporto sociale, distinta dal supporto fornito dalle persone (Friedmann & Thomas, 1995 ). E non è tutto: facilitano l’interazione con gli altri (Hart, 2000 ; Friedmann & Son, 2009 ), aiutano ad affrontare situazioni problematiche, moderando le risposte cardiovascolari allo stress.

Accarezzare quel musetto peloso mette in atto una vera rivoluzione chimica: ascoltare le sue fusa e giocare con lui incrementa la produzione di serotonina ed endorfine, favorendo una sensazione di benessere immediata.

Lo confermano diversi studi e ricerche, fra i quali anche un recente sondaggio Healthy Minds (American Psychiatric Association) dell’Apa: condotto su un campione di 2.200 adulti, ha messo in evidenza che i gatti e in generale gli animali domestici portano amore e supporto incondizionati (69%), offrono compagnia (69%), forniscono una presenza calmante (66%).

“Le persone riconoscono che c’è qualcosa di speciale nei legami tra gli esseri umani e i loro animali domestici”, ha affermato la presidente dell’APA Rebecca Brendel. “Gli animali che portiamo nelle nostre vite e nelle nostre famiglie svolgono molti ruoli: da compagni amorevoli e senza pregiudizi a partner chiave nel ridurre stress e ansia. Possono avere notevoli benefici per la nostra salute mentale generale”.

Ma attenzione, pet non vuol dire peluche. Chiunque senta il desiderio di arricchire la propria vita con un compagno a quattro zampe deve essere consapevole di rischi e responsabilità che questo gesto comporta:

  • I gatti hanno bisogni ed esigenze specifiche particolari (sono territoriali e non amano gli spostamenti), non possono seguire l’umano in ogni sua avventura. Se si viaggia spesso o si fanno lunghe trasferte per lavoro, bisogna tenerne conto prima di adottare.
  • I bambini non sono sempre graditi a gatti e cani. Specialmente se gli adulti lasciano che si comportino in modo invadente e poco rispettoso dei comportamenti etologici. Occhio ad abbracci non richiesti, bagnetti eccessivi e inutili, travestimenti da neonato…
  • Se non si possiede una casa adeguata alla vita con un gatto e non si ha intenzione di apportare le minime modifiche atte al rispetto dei bisogni etologici del micio (verticalizzazione degli arredi e possibilità di arrampicata per esempio), è meglio rinunciare (riproduzione riservata).