Suggerimenti di lettura

I libri che parlano di e con i gatti

Sarà strano, ma da quando abbiamo adottato due micetti, tutto il mondo mi parla di loro. Anche e soprattutto in libreria. Ecco dunque un piccolo assaggio di quello che ho letto in questo periodo, per chi volesse ritrovare, anche fra le pagine di un buon libro, un po’ di quel fascino felino che mi ha rapito. Buona lettura!

A volte basta un gatto

Saki Murayama (Garzanti)

Un grande magazzino, elegante e decadente al tempo stesso, nato per regalare piccoli e grandi sogni, attraverso oggetti destinati a diventare ricordi. E poi un gattino bianco con un occhio dorato e uno verde. Un misterioso micio che pare esaudisca i desideri di chi lo vede. Un romanzo originale, non sempre fluido, dal ritmo tipicamente giapponese (non sempre scorrevole) che mescola, però, tenerezza, nostalgia, voglia di rinascita. Il destino imperscrutabile è incarnato qui proprio dal piccolo felino dal manto candido che solo alcuni sono in grado di scorgere. Solo chi ha davvero raggiunto la consapevolezza che le più grandi rivoluzioni partono da noi stessi.

Però ho pensato che andava bene lo stesso. E che se era così che stavano le cose, le magie le avrei fatte da sola. In fondo, i sogni li possiamo far avverare noi”.

Gatti in affitto. Tre giorni e due notti con un gatto

Kiyoshi Shigematsu (Giunti)

Non tutti possono prendersi cura di un amico a quattro zampe in modo stabile. Ecco perché a Tokyo ha aperto un negozio particolare che fornisce gatti in affitto per tre giorni e due notti. I padroni temporanei possono dare un nome al felino, ma non devono assolutamente fornirgli da mangiare cose diverse da quelle indicate e non devono perdere la sua copertina. Perché il gatto in affitto va restituito. Sempre. Basteranno però quei pochi giorni insieme per innescare processi di cambiamento e per affrontare con coraggio fragilità umane e situazioni emotive pesanti come bullismo, solitudine, abbandono e amori mancati.

Non voleva passare all’altro mondo prima di aver lasciato un segno, fosse anche una ferita insignificante come il graffietto di un gatto”.

Se i gatti scomparissero dal mondo

Kawamura Genki (Einaudi)

Una sorta di versione moderna di Canto di Natale. Un postino dalla vita noiosa scopre di essere affetto da una malattia terminale. Ma il Diavolo in persona con tanto di camicia hawahyana gli offre l’opportunità di guadagnare un giorno in più per ogni “cosa” che è disposto a far scomparire dal mondo. Tutto procede bene, fino a quando non tocca al gatto. L’idea di privarsi del suo micio che, improvvisamente comincia a parlare, rende il protagonista sempre più nostalgico. Riaffiorano alla mente episodi della sua vita da ragazzo e da bambino, con una prospettiva inusuale che dona alle sue relazioni una nuova luce e una serenità ritrovata. Il gatto, ancora una volta, è qui in una veste da alter ego. Un occhio magico capace di aprire occhi e mente sulla propria interiorità.

I gatti non hanno alcun bisogno di noi esseri umani, siamo noi che abbiamo bisogno di loro!”

Parola di Gatto. Le storie più belle

Autori vari (Einaudi)

Dal macabro al tenero, dal sorriso all’inquietudine estrema. Ogni racconto di questo libro ti fa toccare diverse corde della musica emotiva. Proprio come succede con i gatti che sono capaci di suscitare emozioni contrastanti, in momenti diversi della vita, ma anche nell’arco di una sola giornata. La penna degli scrittori si è spesso soffermata su questo animale domestico e proprio qui, troviamo una galleria delle migliori storie, con i mici come protagonisti o espedienti narrativi. Ne segnalo qui due che mi hanno colpito per ragioni diverse: La gattara di Barbara Florio. Commovente e leggero, scava nell’animo di chi cerca, nell’accudimento, un riflesso d’amore a cui non si vuole rinunciare. Maurice, da gatto di Edith Nesbit, da far leggere a tutti i bambini che hanno un pelosetto in casa. Insegna a rispettare i confini. Nel bene e nel male.

Quando si conoscono i gatti, quando si è passata una vita insieme ai gatti, quel che rimane è un fondo di sofferenza, un sentimento del tutto diverso da quello che si deve agli umani: un misto di dolore per la loro incapacità di difendersi, e di senso di colpa a nome di tutti noi”. Rufus (Doris Lessing)


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